Non bruciamoci la pizza! Cosa occorre per una pizza buona!

La pizza fatta con ingredienti giusti fa bene. Invece da Napoli a Roma, Milano, Venezia, Firenze, spesso non è digeribile e talvolta, può contenere elementi cancerogeni. I pizzaioli hanno l’abitudine di non pulire il forno, tra fumi e farina carbonizzata la pizza può rappresentare un rischio per la salute.

Abbiamo fatto analizzare le pizze in un laboratorio specializzato sugli idrocarburi negli alimenti e i risultati verranno diffusi nel corso della trasmissione. Nell’inchiesta di Bernardo Iovene si affrontano anche il mercato delle pizze surgelate, le scatole per la pizza da asporto, ed emerge che il cartone più usato è illegale. Si analizzano le farine usate, l’impasto, e gli ingredienti, nelle varie città italiane.

Il prodotto italiano più diffuso nel mondo, valutato dagli assaggiatori professionisti, è a volte di bassa qualità. Impariamo a riconoscere quello buono, visto che la differenza fra una pizza fatta con ingredienti genuini, cotta in un forno curato, rispetto a quella condita con olio di colza, lievitata 1 ora, con farina piena di glutine e mozzarelle estere di scarsa qualità, potrebbe essere di 40 centesimi .

*Fonteb – Trasmissione Report

Il Tempio della Pizza – Alta digeribilità e salute ®

In primo piano

Il BIOLOGICO d’asporto ad OGGIONO La nostra pizza è il frutto di una passione attenta alla salute, al sapore e ai gusti mediterranei.Semplici ingredienti lavorati con lievito madre per specialità dal gusto rotondo e stimolante, insieme a lievitazioni lunghe e maturazione naturale. Niente lieviti chimici, farine di scarsa qualità che causano tante intolleranze. La nostra pizza è dorata dalla ricchezza delle farine di cereali lavorati a pietra e dalla lunga fermentazione che dona alta digeribilità e legerezza.

Le nostre linee Bio Tradizione, al Bio Kamut integrale, Integrale, Bio Farro integrale,  BIO light aspettano quanti desiderano appagare il gusto della tradizione italiana della pizza.

Una pizza di Alta digeribilità, nata attraverso l’esperienza della conoscenza dei lieviti, della fermentazione e trasformazione degli impasti.

Un pizza sana, nutrizionalmente equilibrata, con un ampio ventaglio di ingredienti nel rispetto dei ritmi naturali delle stagioni e delle regionalità culinarie italiane DOC e IGP. 

La particolare e lunga maturazione a freddo dell’impasto,la lievitazione naturale differenziano la nostra pizza per DIGERIBILITA’ e  LEGGEREZZA

SOLO DA NOI tutti gli impasti prima di essere serviti maturano al freddo per oltre 80 ore lievitando naturalmente con lievito madre, per garantire bontà, digeribilità, leggerezza e fragranza alle nostre pizze.

Lavoriamo cereali pregiati, integrali, da coltivazione biologica macinati a pietraGarantiamo sempre ingredienti SANI,

Nessuna farina 00 nei nostri impasti.

* Una  COTTURA senza residui tossici da combustione da legna *

LINEA BIOLOGICA:

Bio TRADIZIONE

Bio KAMUT integrale

Bio INTEGRALE plus

Bio FARRO integrale

Sorprese da gustare:

Bio VENTAGLI


Bio BARCHETTA

barchetta il tempio della pizza

Clicca sull’immagine per trovarci:

il tempio della pizza - bio pizza

 

Il manifesto della nuova pizza, né napoletana né romana!

Pomodoro e mozzarella, o piatto da chef con ingredienti bizzarri e prezzi folli? Fra la classica Margherita e la pizza gourmand, i 10 punti del manifesto firmato agli Stati Senerali della Pizza

Salmone affumicato norvegese, caviale iraniano, culatello di Zibello e tartufo bianco d’Alba… su una pizza. No, non siamo nella reggia di qualche emiro, ma nel menù di una delle pizzerie che da qualche anno a questa parte hanno imboccato la strada della pizza gourmet. Nulla di così nuovo, ma la trasposizione sulla classica pasta di pane di piatti veri e propri, realizzati da pizzaioli tramutati in novelli chef della pizza.

Altro che pizza rossa al taglio, cartone da take-away e la classica Marinara. Qui le pizze lievitano anche nel prezzo e vengono elette ad esperienza gastronomica di primo livello.

La pizza, piatto povero e tradizionale per eccellenza, sta vivendo una nuova giovinezza, in perfetta linea con il nuovo trend gastronomico mondiale: ingredienti di primissima qualità, il meglio dei sapori della terra, abbinamenti sofisticati, vini d’eccellenza.

Tratto comune di molti ristoranti stellati, e da oggi pure di alcune pizzerie, in Italia e nel mondo. Favorevoli o contrari animano il dibattito:tradizionalisti del piatto semplice per definizione, innovatori in cerca di nuovi sapori?

Dal 1984 è riconosciuta la denominazione del prodotto tipico “verace pizza napoletana” il cui uso è riservato ai due tipi di pizza marinara(pomodoro, olio, origano e aglio) e margherita (pomodoro, olio, mozzarella o fior di latte, formaggio grattugiato e basilico). Il passato secondo alcuni come Giancarlo Casa, patron della Gatta Mangiona di Roma, che per primo, si narra, abbia sfornato la prima pizza gourmet: crema di ceci, baccalà affumicato e menta.

La ricerca della terza via, né napoletana né romana, passa per materie prime freschissime, qualità e una preparazione curata fino nei minimi dettagli: farine selezionate, una lievitazione più lunga (80 ore a temperatura ambiente, contro le 24 in frigorifero), la temperatura del forno sopra i 400 gradi, l’utilizzo, quando è possibile, del lievito madre – in nome della leggerezza.

La carta stagionale delle pizze. La vera rivoluzione attesa da tradizionalisti e innovatori.

Come ogni anno ne hanno parlato appassionati e specialisti agli Stati Generali della Pizza che si sono appena conclusi a Vighizzolo d’Este (Pd). Un simposio a cui hanno partecipato i migliori pizzaioli italiani con l’obiettivo si siglare il Manifesto della Pizza Contemporanea10 punti per un codice etico e qualitativo che vuole segnare il nostro modo di mangiare e mettere fine alla diatriba fra avanguardisti e retrogradi.

  • Primo comandamento, La pizza italiana valorizza le forme, le strutture d’impasto, le cotture e le farciture che nascono dalle tradizioni dei territori. Un inno alla classicità? Non proprio.
  • Al secondo punto troviamo la creatività: La pizza deve anche essere espressione della creatività del pizzaiolo, affinché il suo grado di cultura e di conoscenza del passato diventino semi di innovazione continua.
  • L’importanza della digeribilità
  • Materie prime di produzione italiana
  • La genuinità e il grado nutrizionale degli ingredienti
  • La lievitazione naturale.

E poi delle missioni che vanno al di là del piatto e che condividiamo appieno, come la:

  • Divulgazione della dieta mediterranea
  • Il decoro dei camerieri
  • Il banco a vista del pizzaiolo
  • La carta stagionale delle pizze

Una vera rivoluzione che metterebbe d’accordo davvero tutti.