Coldiretti, in 2 pizze su 3 mozzarella lituana e salsa cinese

Nel 2015 sono infatti aumentate del 379% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, ma a crescere del 279% sono state anche le importazioni di olio di oliva dalla Tunisia Tweet Coldiretti stila l’elenco dei cibi contaminati che arrivano in Italia.
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La lista è lunga Unesco, l’Italia candida la pizza a patrimonio dell’umanità A Napoli arriva il gelato al gusto pizza, con ingredienti e sapori campani La pizza? Ogni americano ne mangia 13 kg all’anno I consigli per preparare a casa un’ottima pizza L’arte della pizza tutelata dall’Unesco (video) 20 aprile 2016 Dalla mozzarella lituana al concentrato pomodoro cinese, ma c`è anche l`olio tunisino e il grano canadese nelle quasi due pizze su tre servite in Italia che sono ottenute da un mix di ingredienti provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori. E` quanto emerge dal Dossier Coldiretti presentato in occasione della mobilitazione degli agricoltori italiani con i trattori a Napoli a difesa della dieta mediterranea dove è stato fatto il confronto con la vera pizza 100% italiana.
Nel 2015 sono infatti aumentate del 379% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, ma a crescere del 279% sono state anche le importazioni di olio di oliva dalla Tunisia mentre c`è stato un incremento del 17% dei prodotti caseari destinati alla trasformazione industriale e, tra queste, soprattutto le cagliate provenienti dalla Lituania e destinate a produrre mozzarelle senza alcuna indicazione sulla reale origine in etichetta.
Ed i primi dati del gennaio 2016 non sono incoraggianti con l`aumento di mille tonnellate delle importazioni di grano tenero straniero. In particolare – precisa la Coldiretti – è stata proprio la Campania la regione principale di destinazione del concentrato cinese e delle cagliate industriali per sfruttare impropriamente l`immagine di qualità conquistata nell`alimentare.
La pizza sviluppa un fatturato di 10 miliardi di euro in Italia, dove ogni giorno si sfornano circa 5 milioni di pizze per un totale di 1,8 miliardi all’anno che in termini di ingredienti significa – stima la Coldiretti – 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. “Il riconoscimento dell`Unesco avrebbe dunque un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell`identità nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è chiaro che garantire l`origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale”.
La petizione a sostegno della candidatura dell`arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale dell`Unesco ha superato l`obiettivo record di un milione di firme raccolte in tutti i continenti, quasi la metà delle quali raccolte grazie all`impegno della rete dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica lungo tutta la Penisola, ma anche in occasione di Expo dove il 25 giugno 2015 l`Italia ha conquistato il record mondiale ufficiale di lunghezza della pizza di 1595,45 metri che è stato iscritto Guinness World Records.

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